Category Archives: Succede in Alessandria e Provincia

SAPSA BEDDING : il fallimento non e’ più’ evitabile

Il fallimento non è più evitabile e la procedura di concordato verrà chiusa della ditta Sapsa Bedding, stabilimento produttivo del lattice di località Caraffa a Silvano d’Orba che da più di un anno si dibatte in una pesante crisi generata dalle difficoltà oltralpe della sua vecchia “casa madre” Cauval. L’incontro ieri pomeriggio in Prefettura ad Alessandria. “Siamo in un vicolo cieco – hanno spiegato in serata Roberto Marengo, Femca Cisl, Marco Sali, Filctem Cgil, ed Elio Bricola, Uiltec Uil, con le Rsu - La dichiarazione di fallimento, allo stato attuale, potrebbe arrivare già la prossima settimana, dopo il 27. A quel punto scatterà il licenziamento assorbito 12 lavoratori di Sapsa, si è comunque impegnata ad assumerne altri 13, per garantire la continuità". Ogni tentativo per salvare l’azienda è quindi stato vano. L’ultima speranza è che in sede di asta fallimentare si faccia avanti un imprenditore disposto a tentare il rilancio. Per molti un destino segnato quello di Sapsa dopo che l’impresa era...
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KME L’ORA DELLA PROTESTA

Confermato lo sciopero di otto ore alla Kme di Serravalle Scrivia. Stamattina, gli operai hanno in programma di attuare le prime quattro ore (previsto anche un presidio di fronte alla fabbrica dalle 10.00 alle 11.00), mentre da martedì 29 la protesta proseguirà in maniera articolata per 30 minuti al giorno. Le risposte alle richieste avanzate da parte dei sindacati Fim, Fiom e Uilm non sono arrivate e lo stato di agitazione si è trasformato in sciopero. "La mancanza della presentazione di un progetto industriale che chiarisca quale sarà il futuro dei siti italiani, la mancanza delle 16 mila tonnellate previste dall'accordo siglato nel 2013 (o l'eventuale compensazione economica come lo scorso anno) e la rivendicazione sulla durata del contratto di solidarietà che passa da 12 mesi a 4 mesi soltanto” hanno portato alla protesta....
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MINO ACCORDO PER LA MESSA IN MOBILITA’ DI OTTO DIPENDENTI

Otto operai della Mino dalla prossima settimana entreranno a tutti gli effetti in mobilità.

Cinque di questi neodisoccupati hanno deciso di accettare la buona uscita messa da tempo sul piatto dall'azienda, ovvero un anno a stipendio intero (indenntià prevista per legge, n.d.r.) oltre al naturale tfr, il supporto fornito da una società di “outplacement” per individuare eventuali possibilità di ricollocazione in altre aziende della provincia, più un'extra come “incentivo all'esodo” di 6 mensilità.

I tre lavoratori che hanno confermato la volontà di impugnare il licenziamento attendono ora il mese di settembre per iniziare a muoversi in sede legale, l'iter sarà piuttosto lungo e dall'esito incerto.

L'accordo per il via libera alla procedura è stato firmato lunedì 27 luglio dall'amministratore delegato della Mino e da due dei tre rappresentanti delle Rsu dello stabilimento .

La messa in mobilità degli otto dipendenti in esubero scatterà da questo fine settimana.

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