COMITATO COLIBRI’ – PROGETTO MICROCREDITO IN COLLABORAZIONE CON CGIL CISL UIL

DARE CREDITO FARE CREDITO 

Grazie all’erogazione mirata di mini prestiti possiamo aprire tanti cassetti per liberare sogni, idee e progetti che altrimenti resterebbero irrealizzabili. Offriamo una chance ai giovani e allo stesso tempo iniettiamo nel territorio, e in noi, dosi di fiducia e di speranza.

Le modalità di accesso al microcredito sono sempre le stesse, chiedere un appuntamento per un colloquio, portare preventivi o giustificativi della somma richiesta, dimostrare un reddito o un garante (che per i giovani sarà per lo più la famiglia).

FINANZIAMENTI DI MICROCREDITO PER I GIOVANI 

  • tutti i giovani dai 18 ai 36 anni in situazione di momentanea difficoltà economica o con dei progetti di formazione e/o lavoro
  •  importo concedibile massimo di Euro 2.000,00 (duemila)
  • durata della rateizzazione: fino ad un massimo di 24 (ventiquattro)  mesi
  • tasso di interesse ZERO
  • periodicità di rimborso rate mensili concordate
  • dimostrare un reddito o un garante
  • rimborso anticipato ammesso
  • c/c  di appoggio obbligatorio

I soggetti interessati devono presentare la domanda (prima di effettuare le spese), debitamente redatta esclusivamente utilizzando la modulistica del progetto MICROCREDITO COLIBRI’ attraverso un colloquio con un operatore del Comitato Colibrì che raccoglierà le informazioni e la documentazione necessaria.

Per informazioni o richiesta di colloquio cell  342 3261103 o mail comitatocolibri.al@gmail.com

Dal Comitato Colibrì ecco il “microcredito” in città
In un periodo di profonda crisi economica ed occupazionale c’è chi ha deciso di rimboccarsi le maniche e cercare soluzioni solidali, concrete e ‘dal basso’ per offrire un aiuto tangibile a chi si trova in difficoltà, con particolare attenzione alle donne rimaste sole e con bambini piccoli
 Il Colibrì nato in città non arresta il suo volo e anzi rilancia il suo contributo quotidiano contro la crisi, occupazionale ma anche sociale, che sta caratterizzando in maniera così drammatica questi ultimi anni. Dopo le attività di raccolta fondi, grazie a cene solidali e banchetti con prodotti artigianali, il comitato è pronto a partire, da gennaio, con un vero e proprio progetto di sostegno economico e relazionale per le persone in difficoltà, in particolare per le donne sole con figli piccoli. Abbiamo incontrato alcune rappresentanti del comitato Colibrì per scoprire di cosa si tratta.

Del comitato abbiamo già parlato alcuni mesi fa: cos’è cambiato da allora?
Il primo aggiornamento riguarda l’attenzione che la rete ‘Colibrì’ sta riscuotendo, con già 128 iscritti in città. Di questi circa l’80% sono donne, ma anche gli uomini si danno molto da fare, con una loro presenza anche nel direttivo, composto da 19 persone e che si riunisce ormai quasi una volta alla settimana. La seconda novità riguarda la sede, con accesso attraverso il cortile interno della Cgil, che inaugureremo con i nostri associati venerdì 20 dicembre. La terza, e forse più importante, è quella del finanziamento che abbiamo ottenuto per il progetto del microcredito ad Alessandria, che partirà a gennaio.

Quali sono le finalità del vostro progetto di microcredito?
Il progetto potenzialmente può riguardare tutti i nostri soci, nel senso che l’obiettivo è quello di riscoprire, in un momento di crisi generale, la potenzialità di una rete come quella delle soms, le società di mutuo soccorso. Chiunque può decidere di associarsi al comitato Colibrì, con un contributo che parte da soli 5 euro annuali, una cifra sostanzialmente simbolica. L’idea alla base è quella di offrire l’opportunità di una rinascita e di nuova speranza a chi si trova in difficoltà, mettendo in campo una rete di solidarietà che offra insieme soluzioni concrete ai problemi e supporto emotivo e relazionale. Spesso un momento di crisi porta con sé anche il rischio di un isolamento sociale che aggrava i problemi. In un momento in cui le soluzioni faticano ad arrivare sul piano istituzionale e pubblico è ancor più importante mettere in gioco le competenze di ciascuno.

Chi sono i soggetti che potranno beneficiarne e come funzionerà in concreto?
La nostra finalità è quella di non lasciare indietro nessuno, ma è chiaro che il nostro intervento non può e non deve essere sostitutivo del ruolo fondamentale che devono avere i servizi sociali pubblici, specie nei casi di difficoltà strutturale e ormai cronicizzata. Noi ci rivolgiamo piuttosto a tutte quelle realtà familiari, purtroppo in continuo aumento, che attraversano una fase di crisi passeggera, dettata da situazioni contingenti, dove un piccolo sostegno temporaneo può fare la differenza.

Possiamo fare qualche esempio?
Fra i primi interventi che siamo riusciti a realizzare, con i soldi raccolti dai banchetti degli scorsi mesi, c’è stato il sostegno a una famiglia nella quale il genitore sta aspettando l’erogazione della cassa integrazione e il figlio doveva iscriversi all’università. Il comitato ha anticipato i soldi delle tasse, con la promessa che questi verranno resi, con rate da 50 euro al mese, non appena ce ne sarà la possibilità. In un altro caso abbiamo sostenuto la riparazione di una caldaia rotta: servivano 150 euro subito e la famiglia, che arrivava a fine mese con i soldi contati, non era in grado di pagarli in un’unica soluzione. Nella maggior parte dei casi i soldi vengono resi dagli associati un po’ per volta, secondo le disponibilità e con un piano di rientro concordato, ovviamente a tasso zero e con la possibilità di rinegoziare i tempi di rientro in caso di successive difficoltà, ma ci sono anche casi nei quali chi ha ricevuto un piccolo finanziamento lo rende invece attraverso il proprio lavoro per il comitato, per esempio aiutando a gestire o abbellire la sede, lavorando al sito internet o alla grafica dei nostri volantini. Così facendo non solo si aiuta chi è temporaneamente in difficoltà, ma si costruiscono anche reti sociali durature, che a volte sfociano in vere e proprie amicizie. Non si tratta solamente di soldi, pur importanti per trovare serenità, ma anche di compagnia, voglia di condividere percorsi di vita, problemi per i quali cercare soluzioni in comune. Il risultato al quale si giunge può essere straordinariamente arricchente per tutti. E’ così che grazie al comitato abbiamo incontrato Gigi, un naturopata che offre gratuitamente corsi ai nostri associati per ritrovare benessere, sfruttando la palestra messa a disposizione dall’Auser, o Teresa, docente universitaria che raccoglierà storie di donne per organizzare uno spettacolo teatrale in primavera e un libro. Sempre grazie all’esperienza nel comitato (che pure nel caso specifico non ha erogato alcuna somma) un gruppo di ex dipendenti Aspal si sono associate in una cooperativa e hanno preso in gestione l’asilo nido di Castelletto Monferrato. Dalle interazioni virtuose fra i soci possono nascere progetti in grado di generare nuove opportunità lavorative.

Cosa deve fare chi volesse iscriversi al comitato?
Il comitato è aperto a tutti, e l’iscrizione, come detto, parte da 5 euro. E’ molto importante sottolineare come sia essenziale che a iscriversi non siano solamente persone che hanno immediatamente bisogno di sostegno, ma anche altre che al momento non ne hanno e decidono di condividere un percorso con chi si trova più in difficoltà, sapendo che questa stessa rete, se ce ne sarà bisogno, un domani verrà a sua volta in soccorso. E’ una sorta di assicurazione. Quest’anno a Natale, per chi lo vorrà, sarà possibile acquistare un pacchetto regalo con l’iscrizione per una persona amica. C’è chi regala ad amici e parenti con 5 euro un gratta e vinci: in questo caso l’iscrizione al comitato Colibrì è molto meglio, perché si è già sicuri di aver vinto. Il nostro sportello informativo è aperto tutti i martedì dalle 16 alle 18, ma siamo sempre contattabili attraverso il sito e la pagina Facebook del gruppo.

Ci sono persone di tutte le età che compongono il comitato?
Assolutamente sì. Si va da dipendenti pubblici a un passo dalla pensione che ora stanno per finire in cassa integrazione fino a ragazze e ragazzi molto giovani che non trovano occasioni di lavoro. In questo caso l’esperienza con il Comitato può essere particolarmente arricchente, sia perché offre opportunità di impegnare il proprio tempo comunque in maniera produttiva e relazionandosi con gli altri, laddove l’alternativa spesso finisce per essere la solitudine domestica, sia perché consente di sperimentarsi anche in ambito proto-professionale, affinando competenze che possono essere inserite nel proprio curriculum e messe in gioco direttamente sul campo. E’ stato per esempio il caso del nostro sito, realizzato da Martina, alla prima esperienza in questo settore.

Come viene finanziata l’attività di microcredito?
Ci teniamo a sottolineare come l’ottenimento di un finanziamento non sia, ovviamente, automatico. I fondi provengono dalla Fondazione Social, che ha erogato 30 mila euro a sostegno del progetto, e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, che ne ha messi a disposizione 5. Le domande vengono vagliate attraverso un colloquio informativo svolto con un tutor del comitato. Per questo compito stiamo scegliendo dei professionisti: operatori sociali, psicologi o persone che hanno lavorato presso uno sportello lavoro. La loro missione sarà quella di valutare se ci siano le condizioni per concedere un sostegno, secondo i criteri cui facevamo riferimento prima: si deve trattare di una situazione contingente, ben motivata e non strutturale. Abbiamo chiesto aiuto anche agli operatori del Cissaca perché ovviamente un interscambio con il settore del sostegno sociale sarà molto importante. Quando il comitato prende in carico un finanziamento lo fa con un sostegno che si mantiene nel tempo, e poiché viene erogato solamente a soci, si costruisce un rapporto che ci porta a conoscere direttamente le persone e le loro storie. La convinzione è che tutti abbiamo risorse da mettere in gioco, e che anche chi viene aiutato su un versante possa aiutare a sua volta su un altro.

Di quali cifre stiamo parlando?
Il finanziamento medio immaginiamo sarà intorno ai 500 euro, finora le richieste maggiori sono state intorno ai 1200 euro, il massimo per singolo finanziamento non potrà comunque superare i 2000 euro.

Chi sono i partners del progetto?
Oltre ai sindacati Cgil, Cisl e Uil fanno parte del progetto la Saoms (società agricola operaia di mutuo soccorso) di Capriata d’Orba, che è la capofila del progetto sul microcredito, la Soms di Pietra Marazzi, la Coop dei Soci Lavoratori di via De Gasperi e di Sale, l’associazione Cittadini, l’associazione “Se non ora quando” e il Cissaca. Siamo felici di sapere però che altre Soms in Italia proprio sul modello di quanto fatto partire da noi si stanno organizzando per replicarlo altrove.

Pensate che, se mai la crisi attuale dovesse passare, il comitato Colibrì si potrebbe sciogliere o avete altri piani in cantiere?
A noi piacerebbe pensare che la crisi passi presto, ma è facile ipotizzare che non sarà così, anche perché il pubblico pare ritirarsi sempre più da settori strategici per la vita e il benessere sociale. Uno dei nostri obiettivi resta quello di costruire legami e relazioni fra i soci, e questo non andrà certo a scadenza. Semmai il progetto per il futuro potrebbe essere quello di ragionare di microcredito legato al lavoro, pensando a come sostenere anche con piccoli finanziamenti la nascita di attività professionali in città, e la necessità di recuperare spazi chiusi ad Alessandria, rimettendoli a disposizione della cittadinanza perché possano offrire servizi di integrazione multiculturale, laboratori per bambini, attività didattiche.

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