RIFORMA VOUCHER : LA POSIZIONE DELLA CGIL

In queste ore dovrebbe esser pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto “Dignità e Ministeri” fino ad ora non ancora pubblicato per ragioni di copertura economica.

Il decreto dovrebbe, per le informazioni che abbiamo, andare in discussione in aula alla Camera il prossimo 24 luglio e le dichiarazioni del Ministro fanno presupporre un iter abbastanza veloce.

Appare tuttavia abbastanza evidente come l’attenzione mediatica del momento si stia concentrando su quello che non c’è nel testo del decreto, ovvero la discussione su un’ulteriore possibile riforma dei voucher, per agricoltura e turismo.

Non sfugge che il tema sia frutto della complessa mediazione interna alla maggioranza, così come non sfugge la totale incongruenza di un intervento volto a rendere maggiormente fruibili i voucher esistenti, o ad allargarne il perimetro di utilizzo, all’interno di un decreto i cui interventi sul mercato del lavoro nascono con l’obiettivo, condivisibile, di restringere le possibilità di utilizzo delle forme di lavoro flessibili a vantaggio della stabilità del lavoro.

Abbiamo già avuto modo di inviare un primo commento delle norme al momento inserite nel decreto, mentre non è ancora chiaro quale tipo di intervento sui voucher il Governo abbia in mente.

La confusione peraltro è tipica anche del dibattito giornalistico e pubblico che, in qualche modo, sembra partire nella discussione dall’assunto, falso, che oggi non esista il lavoro occasionale, anche per le imprese.

Invece i voucher ci sono ancora, vedi Libretto Famiglia e Presto dopo la riforma del giugno 2017, e hanno le stesse negative caratteristiche di quelli precedenti, cioè il riconoscimento di una paga oraria senza alcuna altra tutela contrattuale.

E’ indubbio che il nuovo sistema, attivabile attraverso la piattaforma INPS, sia stato molto meno utilizzato dei voucher precedenti, ed è altrettanto indubbio che da quel momento sono tornate a crescere altre forme di lavoro, tempo determinato, somministrazione, lavoro a chiamata, per citare le principali, che certamente sono precarie ma perlomeno sono contrattualizzate.

Segno che ciò che è in discussione veramente nella richiesta di parte del sistema imprenditoriale, non è lo strumento per rispondere alle necessità veramente occasionali, ma piuttosto il tentativo di rimettere in discussione il diritto ad un lavoro strutturato e contrattualizzato. Ciò è particolarmente vero per i settori di cui si discute, agricoltura e turismo, settori caratterizzati da una forte stagionalità che hanno già contrattualmente previsto tutti gli strumenti idonei per rispondere alle legittime esigenze di flessibilità espresse dalle imprese.

Se si decide invece di trasformare la stagionalità in occasionalità non solo si apre la strada allo smantellamento del contratto nazionale di lavoro, ma di fatto si rischia di liberalizzare uno strumento che più che far emergere il lavoro nero è servito a coprirlo.

Come avrete visto da prese di posizione, volantini, interviste di categorie e confederazione, occorre, nelle varie occasioni, ribadire con forza la nostra netta contrarietà verso una possibile ritorno alla liberalizzazione dei voucher, che considereremmo una decisione vergognosa.

Vi aggiorneremo degli sviluppi legislativi e delle iniziative che saremo in grado di attivare anche a livello confederale e ove possibile in maniera unitaria, anche a sostegno di iniziative già definite dalle categorie, iniziative che devono vedere l’impegno di tutta l’organizzazione.

 

 

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