UFFICIO VERTENZE

 

 

LE SEDI E GLI ORARI 

 

 

 

TUTTO QUELLE CHE SI DEVE SAPERE PER FARE UNA VERTENZA

 quali problemi legali si occupa l’Ufficio Vertenze e Legale?

Di problemi riguardanti rapporti di lavoro subordinato o parasubordinato intercorsi con datori di lavoro privati e pubblici.

Come fare per aprire una vertenza?

Di norma è sufficiente presentarsi nell’orario di apertura al pubblico dell’Ufficio: le operatrici e gli operatori valuteranno se, prima di aprire la vertenza, sia necessario approfondire il problema con un apposito appuntamento e / o in presenza di un Legale.

Quali documenti devo portare?

Tutta la documentazione possibile attinente il rapporto di lavoro oggetto di vertenza: lettera di assunzione, buste paga (già in ordine per anno e mese), modelli CUD, lettera di licenziamento / dimissioni, lettere di contestazioni disciplinare (con relativa busta, se possibile) e di giustificazione.

Quanto tempo ho per aprire una vertenza?

Prima si inizia una vertenza e meglio è: questo è un principio generale e sempre valido. Inoltre, pur tenuto conto che il termine di prescrizione solitamente è di cinque anni dalla maturazione di un diritto (es. per il pagamento Trattamento di Fine Rapporto o il riconoscimento di differenze retributive), è preferibile agire entro 6 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Cosa devo fare se ricevo una lettera di licenziamento?

Prima di tutto, è importante rivolgersi subito al nostro Ufficio con una copia della lettera e conservare la busta che la conteneva. È importante sapere che per legge i licenziamenti vanno contestati entro 60 (sessanta) giorni dalla data di comunicazione del licenziamento stesso (e non della cessazione del rapporto di lavoro). In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo è inoltre opportuno impugnare il medesimo entro 15 giorni dalla data di comunicazione, in quanto in tal modo ci si può avvalere del diritto, previsto dalla legge, a chiedere/conoscere i motivi dettagliati alla base di questo licenziamento.

Cosa devo fare se mi licenziano verbalmente?

Occorre ripresentarsi sul posto di lavoro al più presto accompagnati da una persona di propria fiducia che possa ascoltare / confermare l’avvenuto licenziamento a voce. Poi rivolgersi subito al’nostro Ufficio.

Cosa devo fare se non mi rinnovano un contratto a tempo determinato oppure un contratto parasubordinato (contratto a progetto, contratto di somministrazione, ecc.)?

Presentarsi al più presto all’Ufficio Vertenze con la documentazione di questo rapporto di lavoro (contratto o contratti, buste paga, ecc.) e verificheremo la possibilità di aprire una vertenza per chiedere il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Ricordati che per tale azione occorre agire entro 60 (sessanta) giorni a far data dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Cosa fare in caso di lavoro in nero?

È necessario, prima di aprire vertenza, fare denuncia all’Ispettorato del Lavoro presso la Direzione Provinciale del Lavoro, descrivendo le modalità di svolgimento del rapporto (date, orari di lavoro, somme incassate, ecc.) ed indicando prove documentali e/o testimoni che possono dimostrare l’andamento dei fatti. Una volta fatta questa denuncia, che ha anche l’obbiettivo di farsi riconoscere i contributi previdenziali (INPS) ai fini pensionistici, presentarsi all’Ufficio Vertenze e Legale per la parte attinente i diritti retributivi (pagamento retribuzioni, trattamento di fine rapporto, ecc.).

Come si svolge una vertenza?

Viene spedita al datore di lavoro una lettera raccomandata con indicata una sintesi dei problemi contestati e l’invito a contattarci per tentare di trovare una soluzione al contenzioso aperto. Se si apre una trattativa, il lavoratore viene di volta in volta informato degli sviluppi al fine di condividere il contenuto dell’eventuale accordo in sede sindacale. In caso di mancato accordo (ovvero qualora dal datore di lavoro non arrivasse alcun cenno di riscontro, la vertenza viene poi assegnata ad uno degli studi legali convenzionati con il nostro Ufficio.

Quanto tempo dura una vertenza?

È una domanda a cui è molto difficile dare una risposta precisa perché, oltre a dipendere dalla tipologia del contenzioso, possono subentrare molte variabili ad influenzarne i tempi. In termini generali possiamo dire che dal momento dell’apertura di una vertenza e l’eventuale sentenza del Giudice del Lavoro passano circa 1-2 anni di tempo.

Cosa devo fare se la mia azienda è fallita?

Prendere contatti al più presto con il nostro Ufficio al fine di quantificare le somme ancora da percepire e depositare la relativa domanda di insinuazione al passivo del fallimento presso il competente Tribunale. Per essere tempestivamente esaminate, tali domande devono essere depositate almeno 30 giorni prima della prima udienza di verifica dei crediti. In caso contrario si rischia che l’esame avvenga solo a distanza di molti mesi. Solo a seguito dell’ammissione del proprio credito da parte del Tribunale, sarà poi possibile chiedere l’anticipo di una parte dei crediti dovuti (TFR e retribuzioni maturati negli ultimi tre mesi di rapporto di lavoro) al Fondo di Garanzia istituito presso l’INPS.

Per essere assistito devo essere iscritto alla CGIL?

L’iscrizione alla CGIL è il presupposto per potersi avvalere dell’assistenza del nostro Ufficio Vertenze e Legale. L’iscrizione può essere fatta anche al momento dell’apertura della vertenza. Va tuttavia specificato che il nostro Ufficio non subentra nell’assistenza legale per pratiche / problemi che sono già stati avviati con altre Organizzazioni Sindacali oppure con Avvocati privati.

Che costo ha una vertenza?

Al lavoratore si chiede il versamento di un contributo di solidarietà calcolato sulle somme incassate grazie all’intervento del nostro Ufficio (con riferimento al rapporto di lavoro oggetto di vertenza). Le percentuali applicate differiscono anche in relazione alla data di iscrizione alla CGIL.

Se la vertenza passa al Legale ci sono costi aggiuntivi?

La CGIL mette a disposizione dei propri iscritti, per l’azione in sede giudiziale, un’assistenza legale qualificata che NON ha costi a carico del lavoratore. Eventuali spese possono essere tuttavia poste a carico del lavoratore nel caso di domiciliazioni presso Avvocati su altri territori, spese per messa all’asta di beni pignorati, procedure esecutive su immobili, perizie specialistiche, richiesta documenti particolari (es. visure catastali).

Commenti chiusi