CONVEGNO SUL PIANO CASA DEL GOVERNO MELONI: CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
Venerdì 26 giugno u.s. si è tenuta c/o la “Sala Castellani” della Camera di Commercio
di Alessandria-Asti di Via Modena 58 l’analisi del Decreto Legge 66 del 7 maggio
2026 (Piano Casa Gov. Meloni) e le potenziali ricadute sul territorio Alessandrino.
Preso in considerazione anche il conflitto tra normativa regionale e Piano Casa.
Molti i relatori di Istituzioni, associazioni, enti e OO.SS. che hanno dato un
importante contributo alla discussione.
S.E. il Prefetto ha già ricevuto relazione dettagliata della giornata in modo conosca le
istanze sindacali e del territorio in materia.
Di seguito quanto emerso.
Principali Istanze:
Il Piano casa non risponde alla situazione contingente e manca di progettualità
concreta. Alle due tematiche occorrono percorsi distinti e al territorio tempistiche
ben più brevi di quelle descritte nel dispositivo di legge.
Occorre una quantificazione certa delle risorse a disposizione di regione e provincia
tanto più che il dispositivo regionale è a invarianza finanziaria.
Occorre chiarezza interpretativa sulle norme della legge nazionale e quella regionale
talvolta palesemente in contrasto. Ad esempio: si recupererà l’esistente in via
prioritaria o si costruirà immediatamente il nuovo consumando ulteriore suolo?
L’istituzione della nuova figura del “Commissario” depotenzierà il ruolo di regioni e
comuni e il censimento a 30 giorni del patrimonio pubblico che lo stesso dovrà
condurre, non è solo poco credibile ma con l’apertura a soggetti privati o diversi
(enti, fondi, imprese) rischia di alienare possibili soluzioni abitative (quando non gli
stessi alloggi popolari) per i soggetti più fragili (oggi in aumento) in favore di una
nuova stagione di speculazioni agevolate da una pericolosa sburocratizzazione e
deregolazione normativa.
Il rischio si compia un ulteriore passo verso la cartolarizzazione degli immobili
pubblici è stato riconosciuto da tutti i relatori presenti e ciò determinerà un rischio
sociale altissimo in special modo con l’economia attuale.
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I tagli pesantissimi al Fondo di Morosità incolpevole che passerà dai 22 mln del 2026 ai 2 mln del 2027 e per il quale è previsto un nuovo meccanismo di rifinanziamento che passerà da un prelievo sugli affitti degli assegnatari non solo è incredibilmente insufficiente (basti pensare al valore della morosità incolpevole della sola provincia di Alessandria) ma toglierà ulteriori risorse agli enti creando un principio nel quale i più poveri rifinanziano uno strumento di sostegno per i più poveri.
Considerazioni conclusive:
Al Piano Casa si riconosce l’unico merito di aver riportato al centro del dibattito nazionale il problema della casa ma ciò che emerge è che contenga in maggioranza promesse a fini elettorali e un’assenza di risposte immediate ad un’emergenza stringente che rischia di generare violenti problemi sociali.
La parte progettuale, oltre a scontrarsi per certi aspetti con i principi della legge regionale, è poco credibile contenendo palesi incongruenze su quantità e reperimento delle risorse promesse oltre a generare una ineludibile incertezza sulla misura destinata al territorio delle stesse, cosa che impedisce una concreta pianificazione.
L’apertura e le agevolazioni a fondi privati genera una fortissima preoccupazione e la convinzione che tale pratica, di difficile realizzazione fuori dai centri metropolitani, alienerà patrimonio pubblico destinato, o potenzialmente destinabile, alle fasce di popolazione più fragili.
Regione Piemonte e Governo hanno dimostrato, sottraendosi al confronto preventivo con gli attori di settore (OO.SS. e Associazioni della Proprietà), una scarsissima attenzione al problema, ai bisogni reali e ai bisognosi.
Ciò che si ritiene immediatamente necessario e pertanto si richiede è:
Recupero dell’esistente in via prioritaria
Risorse pubbliche certe per il recupero dell’esistente
Risorse pubbliche regionali a bilancio dell’Ente per il recupero dell’esistente
Rifinanziamento con risorse adeguate dei fondi a sostegno degli affitti e per le morosità incolpevoli
Nello specifico del territorio alessandrino lavoreremo per creare una maggiore sinergia fra Istituzioni, OO.SS. e Associazioni della Proprietà e del terzo Settore anche attraverso un maggiore utilizzo dei patti territoriali per calmierare il valore degli affitti nel mercato privato, incentivare l’utilizzo del patrimonio privato recluso e convogliare energie e risorse del territorio verso strumenti condivisi utili ad
agevolare l’incontro fra proprietà e inquilinato o comunque per stabilire linee
comuni di intervento.
Per ciò che riguarda il capito ERP riteniamo necessario un nuovo censimento degli
alloggi pubblici non assegnabili e/o occupati in provincia condotto congiuntamente
da tecnici dell’Ente ed impiegati comunali.
In ultimo sarà necessario discutere con ATC del meccanismo di riconoscimento delle
decadenze degli assegnatari che in modo particolare mette in grave difficoltà di
intervento e gestione le stesse amministrazioni comunali.
Un’ultima fortissima preoccupazione emersa riguarda il progetto di legge in
discussione sulla facilitazione degli sfratti che se approvato, in un contesto come
quello descritto, creerà un ulteriore problema di difficile risoluzione per i Comuni ed
introdurrà un altro rischioso elemento di conflitto sociale.
S.U.N.I.A. Alessandria UNIAT Alessandria
Marco Sali Arturo Toson
(Segr. Gen. Prov.) (Referente Prov.)


